Ancora oggi, da 40 anni, quando arrivano i campioni delle fodere, Daniele Parlanti fa un test: passa il dito bagnato di saliva per vedere se la assorbono. Segno che traspirano e se si bagnano, poi, si asciugano. “Ci sono gesti che nessuna tecnologia, nessuna intelligenza artificiale, potrà mai sostituire. Io sono artigiano, siamo nati così”, afferma il General Manager e Designer di Parlanti Roma.

Daniele Parlanti sembra aver trovato una formula magica che gli ha consentito di rispondere alla domanda del mercato senza permettere alla tecnologia di mancare di rispetto alla lavorazione artigianale.

Oggi abbiamo il taglio al tavolo automatico, ma a quel tavolo c’è sempre una persona che potrebbe farlo da solo, a mano. L’occhio e la mano, da noi, rimangono essenziali in tutti i processi di lavorazione”. Ecco perché, nonostante le moderne tecnologie, lo stivale Parlanti, custom o ready to wear, resta esattamente come quello che un tempo si faceva a mano, con l’ausilio di macchine non intelligenti.

Daniele Parlanti è in perfetto equilibrio tra due mondi: “Se rimani artigianale non evolvi e non soddisfi la richiesta con velocità. Se propendi più per la tecnologia, perdi la qualità e l’attenzione per il dettaglio. Restando in equilibrio, mantieni l’identità di una firma. La mia firma è una promessa da mantenere con gli atleti”.