Daniele Parlanti: dietro al marchio una scelta di vita.

Capita spesso di chiedersi cosa si celi dietro un prodotto. Noi, a Piazza di Siena, ci siamo soffermati ad ammirare le nuove proposte del marchio Parlanti: stivali aderenti, di grande qualità di pellame. Il vasto assortimento di modelli ci ha reso impossibile decidere su due piedi dove orientare la nostra scelta ipotetica.

Ci siamo chiesti “Chi è il designer?”.

“Sono io”, ha risposto Daniele Parlanti, proprietario e general manager dell’omonima Stivaleria nata 30 anni fa sotto il cognome della mamma Aurelia.

“Quindi questa attività è una passione!”

“Una passione di vita – ha dichiarato Daniele – che mi fa trascorrere da sempre giornate intere alla ricerca di perfezionamenti da apportare, nuovi modelli da disegnare o nuovi materiali da utilizzare”.

“Quando è nata questa passione?”

“Non ne ho memoria. Ero davvero molto piccolo, quando trascorrevo interi pomeriggi dopo la scuola con mio padre, che allora produceva calzature di alta moda. Lo accompagnavo in giro per le concerie”.

“E che facevi, studiavi, osservavi?”

“Macchè, toccavo tutto! Aprivo le partite di pelli, cercavo di distinguerle, le annusavo. I rivenditori quando mi vedevano arrivare si facevano il segno della croce”.

“Che tipo di pelle hai utilizzato fino ad ora nel tuo lavoro?”

“Squalo, coccodrillo, razza, anguilla, struzzo, lucertola, bufalo, bisonte e serpenti vari. Ma il vitello resta la scelta classica per eccellenza, purché sia europeo”.

“Perdona la domanda, che forse per te è scontata: Perché solo europeo?”

“Perché vive in condizioni migliori, con ampi pascoli e acqua a volontà. Costa di più, ovviamente, ma la sua pelle è migliore. Alcuni preferiscono risparmiare scegliendo pelle di vitello pakistano o nordafricano, per far due esempi, ma il risultato non è lo stesso. Questi vitelli vivono la loro vita in condizioni di siccità, allo stato brado, esposti continuamente alle mosche..”.

“Abbiamo afferrato il concetto: la loro pelle sarà piena di imperfezioni!”

“Esatto!”

“Quindi, materia prima eccellente, disegni di Daniele Parlanti e creazione prototipo. Poi?”

“La fase successiva è il test. E’ molto importante dedicare tempo al prodotto prima di metterlo in commercio, per non tradire l’aspettativa del cliente. Mi affido solo ai Cavalieri per testare lo stivale e raccogliere il loro feedback. Viene poi modificato e rielaborato più volte, fino a raggiungere la perfezione e la soddisfazione di chi lo indossa. Questo è un lavoro imprescindibile dal dialogo con i Cavalieri e le Amazzoni. Sono loro gli utenti finali. Lo stivale deve essere un loro alleato”.

“Una vera passione di vita, in effetti…”

Una passione che ho ereditato da mio padre e che ho la fortuna di condividere con alcuni miei collaboratori fidati”.

“La tua azienda ha trent’anni. Come è cambiato l’approccio di Daniele Parlanti?”

“Forse si è evoluto per stare al passo con il cambiamento, o determinarlo, il cambiamento, a volte. Il mio approccio, però, in generale, è sempre lo stesso. Il dialogo diretto con i cavalieri è basilare, la presenza sul territorio pure. Fino a 6-7 anni fa andavo in concorso, avrò fatto il giro d’Italia e presenziato nei concorsi più importanti al mondo per 20 anni – ma ora lascio che siano i miei fidati collaboratori ad assistere i cavalieri dal primo giorno ad oggi ho sempre puntato sul lavoro di squadra, sulla ricerca, sullo studio e sulla creatività per raggiungere la perfezione”.

Questo, forse, il segreto di tutto: “il contatto diretto”. Così nasce, si sviluppa e si consolida una realtà Italiana di successo… un’eccellenza… con prodotti che “calzano” perfettamente!

Fabrizio Bonciolini e Susanna Fusco
18 Luglio 2017
(Photo ©Guia Pavese)

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